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24.06.07
Piedofili #2

dal blog di Roberta Lerici
La vicenda di Rignano sembrava scomparsa dai media, senonche' pare che oggi un gruppo di associazioni antipedofilia, dopo aver incontrato il Verde Paolo Cento, verra' ricevuto dal Presidente della Camera Bertinotti.
In prima linea, oltre naturalmente all'Associazione dei genitori di Rignano, ci sara' l'autore (Massimiliano Frassi) di quella memorabile vignetta (vedi Piedofili #1) che secondo me fotografa la "statura" del personaggio.
Eppure Bertinotti dovrebbe averla gia' ricevuta, questa lettera:
(dal sito giustizia intelligente che contiene molte riflessioni interessanti sulla vicenda)
1 maggio 2007
Al Ministro della Giustizia On. Mastella
Al Ministro degli Interni On. Amato
Al Presidente della Camera dei Deputati On. Bertinotti
Al Presidente del Senato On. Marini
Chi scrive è un gruppo di cittadini di Rignano Flaminio, riunitosi sull'onda dello scandalo prodottosi in seguito a quella che noi riteniamo essere una grave inefficienza dello Stato, dei suoi funzionari, delle sue leggi. A causa di ciò 6 innocenti si trovano rinchiusi nel carcere di Rebibbia con la più infamante delle accuse: pedofilia. Non riassumiamo qui i fatti, perché questi sono stati ampiamente e clamorosamente trattati da tutti i media a partire dal 24 aprile 2007. Questi sono certamente noti alle S.V.
Noi siamo convinti della completa innocenza dei nostri concittadini, ma non è questo quanto vogliamo evidenziare alle S.V. L'innocenza non ha bisogno di essere sostenuta, diverrà evidente in breve tempo se le leggi dello Stato saranno rispettate nel loro spirito oltre che nella forma. Così finora non è stato, ed è per questo che degli innocenti si trovano in carcere: perché coloro che dovrebbero applicare la legge per tutelare i cittadini usano invece il potere che il popolo italiano ha loro conferito per condurre una insensata battaglia contro i mulini a vento.
1. Gli inquirenti
Noi riteniamo che il P.M. dott. Marco Mansi e il GIP dott.ssa Elvira Tamburelli della procura di Tivoli stiano conducendo le indagini sulla spinta di un pregiudizio di colpevolezza a carico degli indagati. Infatti:
1. Nel corso dei 9 mesi di indagine che hanno preceduto l'arresto nessuno degli indagati è stato convocato dal PM per essere interrogato. L'unico interrogatorio è stato condotto dai carabinieri di Bracciano il 12 ottobre 2006. A questo è seguito l'interrogatorio di garanzia nel carcere di Rebibbia, il 27 aprile 2007.
2. Nessuno dei lavoratori della scuola materna di Rignano Flaminio è stato mai ascoltato, né dal PM né dai carabinieri. Questo è GRAVISSIMO!!! Secondo il PM e il GIP i bambini venivano fatti uscire dalla scuola, ciononostante il PM non ha ritenuto utile ascoltare il personale della scuola. Ci sembra questo un chiaro indice del pregiudizio che guida il PM nei suoi atti.
3. L'arresto degli indagati avviene senza che dalle indagini emerga neanche un elemento di riscontro dei cosiddetti "racconti dei bambini" (che a nostro avviso non sono opera dei bambini).
a. I telefoni sembra siano stati tenuti per mesi sotto controllo, ma dalle intercettazioni telefoniche o ambientali non è emerso alcun elemento di conferma del quadro accusatorio.
b. Dai conti correnti bancari non sono emersi movimenti di denaro riconducibili al traffico di materiale pedopornografico.
c. Con le perquisizioni del 12 ottobre 2006 non è stato trovato alcun materiale pedopornografico né materiale riconducibile al satanismo (le deliranti accuse a carico delle nostre amiche e concittadine passano con noncuranza dalla pedopornografia al satanismo)
d. Dai rilievi effettuati il 12 ottobre 2006 dai carabinieri del RIS non è emerso nulla di significativo. Su alcuni giornali abbiamo letto del ritrovamento di qualche capello, ma è normale e inevitabile che sugli abiti di una maestra di scuola materna si depositi un capello di un piccolo scolaro, perché le maestre devono prendere in braccio i bambini a loro affidati.
Il PM e il GIP non hanno alcun elemento concreto da addebitare agli indagati, ciononostante li arrestano e lo fanno 6 mesi dopo le perquisizioni nelle case degli indagati.
4. Il 12 ottobre 2006 il PM fa effettuare una vergognosa e teatrale perquisizione nei locali della Scuola dell'Infanzia di Rignano Flaminio, con tanto di rilievi del RIS. La perquisizione viene effettuata a partire dalle 8 del mattino, proprio mentre i genitori accompagnano i propri figli a scuola. Viene da pensare che qualcuno abbia voluto scioccare la popolazione, abbia voluto suscitare clamore, abbia voluto fomentare la piazza, abbia deliberatamente voluto che tutti sapessero che c'era questa indagine e chi fossero gli indagati. Questo è GRAVISSIMO!!! La perquisizione e i rilievi avrebbero potuto e dovuto essere effettuati in orario extrascolastico, con discrezione, di notte oppure da carabinieri travestiti da operai . Invece la perquisizione è stata resa spettacolare, è ha così procurato allarme tra la popolazione e le autorità locali. Come effetto di questa spettacolarizzazione alcuni genitori hanno ritirato i propri figli dalla scuola. Come effetto di questa spettacolarizzazione tutti i cittadini di Rignano e molti cittadini in tutta Italia sono stati colti da dubbi e paure sconvolgenti, che hanno turbato i sonni e la vita. Onorevole Ministro Amato, è accettabile tutto ciò? È così che si garantisce l'ordine pubblico? Seminando il panico? Mettendo alla gogna? Spettacolarizzando?
5. L'unico elemento su cui il PM e il GIP fondano la loro accusa sono i "racconti dei bambini" per come essi sono riferiti dalla dott.ssa Marcella Battisti Fraschetti, consulente psicologa del PM. Non sta a noi, umili cittadini, mettere in discussione la preparazione della dott.ssa Fraschetti, ma non possiamo fare a meno di notare l'estrema superficialità con cui sono stati condotti i colloqui coi bambini. È infatti inaudito che una indagine psicologica commissionata da un PM allo scopo di produrre materiale d'accusa avvenga in maniera non verificabile, senza produrre materiale registrato. Forse la dottoressa non ha capito di stare lavorando per conto di un PM, non ha capito che sulla sua perizia sarebbe stato redatto un capo d'accusa. Come si può lavorare così? È professionalità questa? Questa è l'ennesima negazione agli indagati del diritto alla difesa!! Gli indagati non hanno ne avranno mai modo di sapere se i bambini siano stati suggestionati nel corso dei colloqui. Non capiamo come un consulente del PM possa essersi mosso in maniera così superficiale, e non capiamo come e perché il PM abbia affidato proprio a quella persona un incarico così delicato quando in Italia abbiamo decine di professionisti sicuramente competenti, che dell'ascolto ai minori hanno fatto una disciplina scientifica, oggetto di ricerca universitaria e pubblicazioni internazionali.
Onorevole Ministro Mastella, questo modo di condurre le indagini disonora la Giustizia e viola le garanzie di innocenza del cittadino fino a prova contraria. A Lei chiediamo il ripristino del giusto modo di condurre le indagini. Chiediamo giustizia!!
Le indagini si sono svolte in un'unica direzione: accertare la colpevolezza delle maestre. Sembra addirittura che sui bambini non siano stati riscontrati i segni clinici delle presunte violenze!!! Le violenze potrebbero non essere mai avvenute.
2. I falsi abusi
E veniamo così al secondo punto della questione. Da qualche anno in Italia e all'estero vengono alla ribalta storie come quella di Rignano Flaminio. In Italia particolarmente clamoroso è il caso delle scuole materne di Brescia, scoppiato a partire dal 2001. La trama anticipa punto per punto quello che anni dopo sarebbe accaduto a Rignano Flaminio. Anche a Brescia si dice che "i bambini venivano portati fuori dalla scuola in orario scolastico, e qui violentati da sette sataniche e/o pedofili". Anche a Brescia il GIP ordina l'arresto degli indagati senza alcun riscontro, e tra una cosa e l'altra li tiene in carcere un anno. Anche a Brescia gli unici elementi a carico degli indagati sono i "racconti dei bambini" certificati dagli psicologi.
A Brescia il caso ha coinvolto 4 scuole materne, e centinaia di indagati. Il 6 aprile 2007 arriva la sentenza di primo grado per il caso della scuola materna "Sorelli": tutti assolti, il fatto non sussiste!!! Eppure c'erano i verbali degli psicologi . Ci sono volute 120 udienze processuali per smontarli tutti, punto per punto. Gli indagati hanno visto la propria vita rovinata: hanno vinto, hanno dimostrato la propria innocenza, ma la loro vita è completamente sconvolta.
Di questi casi di falsi abusi ne sono accaduti numerosi in Italia nell'ultimo decennio. Vicende drammatiche, rigorosamente documentate dal "Centro di Documentazione falsi abusi sui minori". Si veda a tale proposito il sito Internet del Centro: www.falsiabusi.it
Dunque, Onorevoli Ministri, Onorevoli Presidenti, occorre che la legge prenda atto che casi come quello di Rignano Flaminio ci sono già stati e che in sede processuale è stato accertato che le accuse erano basate su nulla di concreto. Non è una nostra opinione: è un fatto accertato. E non una volta sola! Non di un caso isolato si tratta, ma di decine di casi.
Quanti ancora ne debbono accadere?? Quanti innocenti dovranno ancora finire in carcere prima che chi fa le leggi capisca che un intervento legislativo non è procrastinabile???? Quante comunità, paesi e città dovranno ancora essere sconvolte prima che il legislatore capisca che è ora di agire???
Eppure la comunità scientifico-giuridica queste cose le sa, al punto da produrre un documento-guida chiamato "Carta di Noto", redatto dai più insigni ricercatori e giuristi italiani, tra cui il Presidente Giovanni Conso (già Ministro di Grazia e Giustizia), il Procuratore Pierluigi Vigna (già Procuratore Nazionale Antimafia) , Il Prof. Guglielmo Gulotta (ordinario di Psicologia Giuridica, università di Torino), don Fortunato Di Noto (presidente di "Innocenza in Pericolo"), l'avvocato Ettore Randazzo (Unione Camere Penali), e molti altri insigni studiosi, tra cui citiamo: d.ssa Adriana Alfieri, avv.to Germano Bellussi, dott.ssa Cristina Cabras, Dott. Paolo Capri, Avv. Domenico Carponi Schittar, Avv. Claudia Cesari, Avv. Luisella de Cataldo Neuburger, Avv. Antonio Forza, Dr. Giuliano Giaimis, Prof. Glauco Giostra, Dr. Anita Lanotte, Pres. Luigi Lanza, Dr. Vania Patané, Prof. Lino Rossi, Prof. Fulvio Scaparro, Dr. Franco Scirpo, Dr. Gustavo Sergio, S.E. Cons. Giovanni Tinebra, Dr. Angelo Varese.
La "Carta di Noto" fissa le procedure di indagine sui minori. Essa va adottata per legge!!! Non si deve più permettere che psicologi e magistrati incompetenti rovinino la vita di persone innocenti, seminino il panico tra la popolazione e sottopongano dei bambini a interrogatori indegni che li traumatizzeranno per sempre.
Di questi fatti il legislatore deve prendere atto. È necessario cambiare quelle leggi che permettono lo sviluppo di errori giudiziari di così grande portata, capaci di sconvolgere la vita sociale di intere comunità. A Rignano Flaminio il paese si è spaccato. I rapporti personali si sono deteriorati al punto da porre seri dubbi sulla opportunità di continuare a vivere a Rignano una volta che questa vicenda sarà conclusa. La situazione è molto pericolosa. C'è il rischio che accadano fatti tragici.
Le modifiche da attuare sono modeste:
1. gli interrogatori dei bambini debbono essere condotti da una èquipe di psicologi specializzati nell'ascolto ai minori, che adottino la Carta di Noto. Non deve essere il PM a scegliere lo psicologo, deve invece esserci un ristretto numero di consulenti abilitati a prestare questa particolare opera.
2. fino a che non emergano riscontri oggettivi ai racconti dei bambini non deve essere consentita l'adozione di alcun procedimento giudiziario o disciplinare a carico degli indagati
3. le indagini vanno condotte col massimo riserbo, senza lasciar trapelare elementi che inducano timore o terrore nella popolazione, senza che trapeli nulla sull'esistenza stessa dell'indagine e meno che mai sull'identità degli indagati.
Fiduciosi aspettiamo il Vostro intervento
Il Comitato per la difesa degli accusati di Rignano Flaminio.
Posted by mario at 24.06.07 19:38