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03.12.08
Question without an answer
Un altro AIDS DAY (1 dicembre) è passato, ma nulla è cambiato nella posizione della chiesa sull'uso dei profilattici come strumento di prevenzione dell'infezione.
Anzi, come è noto, il Papa ha recentemente riaffermato che non è legittimo usare metodi contraccettivi per una coppia che voglia conformarsi alla dottrina cattolica.
“L’amore coniugale ha un modo proprio di comunicarsi: generare dei figli. Così esso non solo assomiglia, ma partecipa all’amore di Dio, che vuole comunicarsi chiamando alla vita le persone umane.”
E dunque:
“la possibilità di procreare una nuova vita umana è inclusa nell’integrale donazione dei coniugi”, “escludere questa dimensione comunicativa mediante un’azione che miri ad impedire la procreazione significa negare la verità intima dell’amore sponsale, con cui si comunica il dono divino”.
Infatti:
“i figli non sono più l’obiettivo di un progetto umano, ma sono riconosciuti come un autentico dono, da accogliere con atteggiamento di responsabile generosità verso Dio, sorgente prima della vita umana”.
Però,
“nel cammino della coppia possono verificarsi delle circostanze gravi che rendono prudente distanziare le nascite dei figli o addirittura sospenderle ed è qui che la conoscenza dei ritmi naturali della fertilità della donna diventa importante per la vita dei coniugi".
Come agire in questi casi?
"I metodi di osservazione, che permettono alla coppia di determinare i periodi di fertilità consentono di amministrare quanto il Creatore ha sapientemente iscritto nella natura umana, senza turbare l’integro significato della donazione sessuale. In questo modo i coniugi, rispettando la piena verità del loro amore, potranno modularne l’espressione in conformità a questi ritmi, senza togliere nulla alla totalità del dono di sé che l’unione nella carne esprime”.
Dunque una forma di pianificazione familiare, basata sulla fertilità della donna, una contraccezione “naturale”, diviene in qualche modo accettabile.
Ma se, pur all’interno di non meglio precisate “circostanze gravi”, l’idea di una procreazione responsabile viene di fatto ammessa, la domando che mi pongo è la seguente: quale è la differenza tra l’utilizzo di un mezzo “tecnologico” come il preservativo, e l'utilizzo di un complicato sistema basato sul calcolo e il rispetto forzoso di determinati giorni?
Se “la verità dell’amore sponsale” risiede nell’aprirsi all’accoglimento della vita, nel farsi portatori della “possibilità di procreare”, con cui si “comunica il dono divino”, come si può non tener conto dell’animus di chi compie l’atto: in un atto sessuale che viene volontariamente e consapevolmente privato di questa “potenzialità”, dov'è la differenza tra contraccezione “naturale” o “artificiale”?
Posted by mario at 03.12.08 20:27